Mangano Arte è lieta di presentare “Io sono Narciso”, mostra personale di Luigi Mastrangelo, a cura di Gianluca Mangano, dal 17 ottobre 2026 al 23 gennaio 2027 negli spazi della galleria di Via Grado 6 a Cremona.
Ricollocare oggi Luigi Mastrangelo nel sistema dell'arte italiana significa sottrarlo definitivamente a una lettura generazionale. Se la sua vicenda prende forma all'interno della stagione che, tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, segna il ritorno della pittura dopo le esperienze concettuali, la sua ricerca si sviluppa fin dagli esordi lungo una traiettoria autonoma, estranea tanto alle formule della citazione postmoderna quanto alle nostalgie del recupero figurativo.
Mastrangelo utilizza la pittura non come linguaggio della memoria ma come dispositivo capace di costruire nuove immagini simboliche. In un momento in cui gran parte della cultura artistica italiana guarda al passato come repertorio da citare, egli continua invece a considerare il mito uno strumento di conoscenza del presente.
È questa, probabilmente, la sua posizione più originale.
Per questa ragione Io sono Narciso non rappresenta semplicemente il titolo della mostra, ma la chiave attraverso cui rileggere oltre quarant'anni di lavoro. Il grande dipinto realizzato nel 1984 per la personale Il Dolce Naufragio allo Studio Cristofori di Bologna contiene già il nucleo dell'intera ricerca: il riflesso, il doppio, la metamorfosi, il corpo come luogo di trasformazione, la natura come alter ego dell'uomo.
Il Narciso di Mastrangelo non coincide con la tradizionale allegoria della vanità. È piuttosto la figura di un'identità instabile, continuamente attraversata dal desiderio di oltrepassare se stessa. Guardare il proprio riflesso significa esporsi alla possibilità della metamorfosi. Da qui nasce un universo popolato da figure ibride, animali simbolici, adolescenti androgini e paesaggi visionari che non illustrano un racconto, ma interrogano il destino dell'uomo contemporaneo. Rilette oggi, queste immagini appaiono sorprendentemente anticipatrici. Molto prima che il dibattito critico introducesse temi come il postumano, la crisi dell'antropocentrismo o la fluidità dell'identità, Mastrangelo aveva già trasformato tali questioni in esperienza pittorica. Non attraverso la teoria, ma attraverso il mito. Anche la sua adesione al clima della Pittura Mediale va interpretata in questa prospettiva. La cultura rock, il cinema visionario, Blade Runner, la psichedelia e l'immaginario elettronico non vengono mai assunti come semplici riferimenti iconografici. Diventano materiali attraverso cui costruire una nuova mitologia contemporanea, capace di mettere in relazione Ovidio e Bowie, il Simbolismo europeo e la cultura dei media, la memoria e il futuro. Lo stesso dialogo tra tecniche antiche come il mosaico e la vetrata e la sensibilità elettronica conferma questa tensione. Nella sua opera il passato non viene restaurato, ma continuamente riattivato. Le tessere musive evocano il pixel, la luce della vetrata dialoga con quella dello schermo: tradizione e contemporaneità cessano di essere opposti per diventare parte di una medesima esperienza visiva.
Oggi, a distanza di oltre quarant'anni dagli esordi, appare evidente come Luigi Mastrangelo occupi una posizione singolare nella pittura italiana contemporanea. Non quella di un protagonista da ricondurre a una stagione ormai conclusa, ma quella di un artista che ha saputo costruire un immaginario personale attraversando il proprio tempo senza mai coincidere completamente con esso.
Io sono Narciso non rappresenta dunque una semplice retrospettiva, ma la possibilità di rileggere criticamente una ricerca che, proprio perché rimasta fedele a se stessa, rivela oggi tutta la sua attualità.
Luigi Mastrangelo - Io sono Narciso
17 ottobre 2026 - 23 gennaio 2027. Inaugurazione Sabato 17 ottobre ore 18:00