OMAR GALLIANI - Nuovi Angeli, nuove carte

Se tutti gli angeli guardando il mondo si tenessero stretti e, invocando un ultimo volo dentro all’ultima luce, aprissero quella finestra che non permette passaggio alcuno e insieme stringessero tutte le stelle in un pugno di raggi assorti e confusi nell’ultimo tempo di tutti i tempi, allora anche i miei disegni blu, rossi, neri, i senza colore brucerebbero di un rogo antico. I miei angeli volano basso tenendo stretti i pastelli, lematite e i fogli di mani senza tempo. Volano basso su nuovi volti tatuati tra codici d’Oriente e Occidente, salutano ad occhi chiusi gli angeli che dal Correggio a Vogue attraversano le vie del mondo. Tenere fede al disegno senza tradire il proprio nome e l’estasi del fare, questa è la cosa più difficile. Estasi di sempre per viaggi senza ritorno si librano in QR code improbabili. Tecnologie del divenire senza risposte. Angeli sospesi nell’algida attesa del pregare. Il comando è celato nel divenire degli atomi di carbonio che si mischiano al suono degli infiniti pianeti erranti in cerca di un equilibrio impossibile. I miei angeli oggi volano storti e tracciano scie improbabili in cieli astratti senza nome nell’attesa di un Dio senza tempo che gli consegni intatto il nome. Nome dell’assoluto nulla, che circoscrive il tutto in un battito d’ali. L’alto e il basso si congiungono sui miei fogli cercando il bordo di un foglio smisurato che ha nei miei occhi la pietà e La Sapienza di una mano senza nome, senza tempo, la mia mano. Omar Galliani Patù, 15/07/2025 …Se tutti gli angeli

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