MARIO CONSIGLIO - OSTILE ALLO STILE
9 Mario Consiglio “Once Were Monkeys”, 2011 Mario Consiglio “Once Were Monkeys”, 2011 Al suo rientro in Italia “Once Were Monkeys”, presso Palaz- zoMorelli a Todi, in provincia di Perugia, damodo al pubbli- co locale di riscoprire il valore di un artista serio che non ha mai avuto paura di sognare. Il suo linguaggio eclettico è ora in grado di spaziare liberamente a tutti i livelli: pittura, fotogra a, scultura, video, performances e ready-made coesistono coerentemente in una sintesi poetica votata alla sperimentazione. Ma è necessario “abbassare la musica”per concentrarsi, sospendere le“melodie”dei colori per ri ettere. “Fare arte signi ca esercitare il proprio senso critico. Perché l'arte è un'attività intrinsecamente critica. È un processo di selezione e giudizio. E non c'è critica senza il sogno, il progetto di un mondo alternativo”. La pulizia del taglio laser, ora a sostegno di una nuova comunicazione ispirata al lettering, viene sporcata attraver- so combustioni sulle super ci lignee. L’alternativa opposta è una rozza stesura del pigmento tradizionale, diluito sino a gocciolare. Il pennello scorre energicamente su supporti fotogra ci, che ritraggono prevalentemente animali, a formare parole o frasi che ne ampli cano la valenza espres- siva. Gli amati contrasti di Consiglio giocano ora tra so sti- cate creazioni “hi- ” ed opposte iconogra e “lo- ”. La scultura irrompe prepotentemente nella sua produzione. Un gorilla in vetroresina, a grandezza naturale, viene ferocemente assalito dall’artista a colpi di pietre, successi- vamente riposte concettualmente nel vuoto della sua carcassa. Il contesto col quale l’artista si misura non è più ridotto alla società contingente in cui viviamo, ma dilatato verso le origini della vita stessa. Il regno animale, da cui scienti camente deriviamo, rappresenta per lui una nuova ossessione, un punto di partenza per porre nuovi interro- gativi. “Sembra che questa deriva zoologica sia stata motivata dal disastro etico della nostra società… Mario Consiglio pare convinto che la nostra bestialità avrà il sopravvento. Siamo bruti alla soglia di una regressione primordiale. Portatori istintivi di una violenza ancestrale, che si spiega con il desiderio di sopra azione prima che con la lotta per la sopravvivenza”. Il testo del Prof. Maurizio Coccia, in qualità di curatore, lo annovera tra gli artisti veri, impegnati in una relazione con il loro ambiente, che sento- no il peso di una “precisa responsabilità morale” e vedono quale scopo dell’arte la “ricerca di Senso”. Upon his return to Italy, the Once Were Monkeys exhibition at PalazzoMorelli in Todi, in the province of Perugia, allowed the local audience to rediscover the value of a serious artist who had never been afraid to dream. His eclectic language now had the freedom to span various mediums: painting, photography, sculpture, video, performance, and ready-ma- de coexisted coherently in a poetic synthesis dedicated to experimentation. However, to fully appreciate his work, one must momentarily silence the music, suspend the melodies of color, and re ect. “Creating art means exercising one's critical sense because art is inherently critical. It involves a process of selection and judgment. And there is no critique without dreams, without envisioning an alternative world”. The precision of laser cutting, now supporting a new form of communication inspired by lettering, is juxtaposed with surface burnings on wooden substrates. Conversely, a raw application of traditional pigment, thinned to the point of dripping, is employed. The brush moves energetically across photographic supports, primarily depicting animals, forming words or phrases that amplify their expressive signi cance. Consiglio's beloved contrasts now play betwe- en sophisticated hi- creations and contrasting lo- icono- graphies. Sculpture forcefully enters his production. A life-sized berglass gorilla is ercely assaulted by the artist with stones, later conceptually placed within the void of its carcass. The context in which the artist engages extends beyond the contemporary society we inhabit and delves into the origins of life itself. The animal kingdom, from which we scienti cally derive, represents a new obsession and a starting point for posing new questions. “It appears that this zoological drift has been motivated by the ethical disaster of our society. Mario Consiglio seems convinced that our bestiality will prevail. We stand at the brink of a primordial regression. We are instinctual bearers of ancestral violence, which is driven more by a desire for dominance than the struggle for survival”. Professor Maurizio Coccia, as the curator, places him among the genuine artists engaged in a relationship with their environment, those who feel the weight of a "precise moral responsibility" and see the "search for meaning" as the purpose of art.
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