M.ARCANGELI - C.BONFIGLIO, RiSorridini
Sarà il genio di Fontana, con le sue “Installazioni al neon” del 1951, a realizzare la profezia del maestro futurista: “Verrà un tempo forse in cui il quadro non basterà più. La sua immobilità, i suoi mezzi infantili saranno un anacronismo… L’occhio umano percepirà il colore come emozione in sé…[si proporranno] vorticose architetture sonore e odorose di enormi gas colorati.” Immagino il processo delle avanguardie come la curiosità di un bambino che per volteggiare sempre più in alto con la fantasia, oscilla sull’altalena… l’artista lascia che la gravità lo trascini all’indietro cosicché l’avanzamento successivo superi il traguardo precedente… Con gli anni 60 i tempi saranno maturi perché il linguaggio dell’arte subisca uno “strappo” definitivo. Germano Celant storicizza l’epoca in cui non vi è limite alla libertà dell’artista. Egli utilizza qualunque materiale reperibile in natura. Acqua, fuoco, neve, animali vivi: “le opere possono andare ovunque… agganciate ai soffitti… a terra… non hanno bisogno di un contenuto tradizionale ma fondamentalmente sono fluide, si muovono nello spazio liberamente, lo attivano, lo caricano di energia…” . L’Arte Povera rappresenta forse l'approssimarsi al punto di non ritorno, al grado oltre al quale l’autore avrà lo slancio sufficiente per compiere “il giro dellamorte”. L’era della rappresentazione sembrava finita per sempre, “la cultura dell’oggetto scomparve a favore dell’essere… è il pensiero il nucleo della nuova ricerca”. Come previsto dalle teorie dello studioso canadese McLuhan, con la rivoluzione del ‘68 l’elettronica si impossessa delle leve del potere, viviamo nel “villaggio globale”, siamo tutti interconnessi dal campo elettromagnetico, il medium è il messaggio! Pennelli e scalpello vengono banditi dall’arte, troppo obsoleti per rappresentare la società che andava delineandosi… Ma foto, ready made, scrittura, video, installazioni e performance. Sarà l’anomalia di un poverista ad “arricchire”, nel 1967, l’ultima oscillazione verso il passato. Analizzato lo spazio dell’arte, esposti gli elementi ready-made di cui tradizionalmente è composta: telaio, tela, pigmento, Giulio Paolini riflette sul tempo, attraverso il “Ritratto di giovane uomo” di Lorenzo Lotto del 1505. La riproduzione fotografica del dipinto, genialmente intitolata: “Giovane che guarda Lorenzo Lotto”, invita lo spettatore a condividere concettualmente la stessa dimensione spazio temporale occupata allora dal maestro rinascimentale. Paolini incalza involontariamente ciò che Barilli definisce, ragionando su Deleuze, “ripetizione differente”: il successivo citazionismo intrapreso dai Nuovi Nuovi, dagli Anacronisti e dagli esponenti della Transavanguardia. Il museo è rivisitato con un irrinunciabile “indice di straniamento”. Gli artisti preannunciano l’esaurimento della carica innovativa dell’arte puramente concettuale, mediante un “caricaturale” ritorno al colore e alla piacevolezza della pittura. Se il ‘68 è la “tesi” e il successivo citazionismo l’“antitesi”, gli artisti degli anni Ottanta festeggiano la nascita di un nuovo linguaggio che riattraversa il passato ibridandosi ad esso, in una “sintesi” estetica e concettuale che, senza più tornare sui propri passi, avanza nella stessa direzione circolare… Lo scenario di un’arte internazionalizzata, priva di una tendenza dominante ma anzi volta a conciliare la gravità dei contenuti alla gradevolezza della forma, (come il “dovere” al “piacere”), è quello a cui si affacciano, dal balcone nazionale, Bonfiglio e Arcangeli. Entrambi osservano con sensibile leggerezza la contemporaneità multiforme che li circonda, ma attraverso lenti geneticamente diverse. Lui si concentra sul dettaglio con la precisione di un microscopio… Lei organizza l’insieme con l’ampiezza di un grandangolo. Clara nasce a Milano, in una famiglia normalissima, figlia unica di operai dai sani principi… Le hanno insegnato, sin da piccola, il valore della libertà: “fai quello che ti piace“ le ripetevano costantemente, esortandola a decidere per sé. Esile di costituzione, forgia corpo e spirito in un collegio sul lago, tra i sentieri dell’alta quota… Da allora camminare in mezzo alla natura è un rituale irrinunciabile. Prima di conoscere Maurizio andava spesso in montagna, da sola, lasciando in macchina un foglietto con la destinazione… Ha ereditato il temperamento della madre, che decise di non accontentarsi della quinta elementare, ma avrebbe ottenuto il diploma delle medie prima di compiere i quarant’anni, a costo di studiare, dopo il lavoro. Nel contesto in cui cresce, Clara diventa forte,
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