ANTONELLA MAZZONI - ANATRA SOLITARIA AL TRAMONTO
“Anatra solitaria al tramonto, Museo del Novecento”, 2013, Acrilico su Tela, 30x40 cm 6 Come tutte le storie, anche questa ha un inizio. Ero in biblioteca e stavo sfogliando un bellissimo catalogo Electa sulla pittura cinese dal V al XIX secolo. A pagina 194 trovai un’opera del XVI secolo dal titolo: ANATRA SOLITARIA AL TRAMONTO L’opera rappresentava un dirupo roccioso, con tanti alberi, che si a acciava su una “idea” di lago. In una casetta, tipica della tradizione cinese, un signore assiso guardava il Paesaggio. Cerco L’ANATRA, (non sapevo ancora che quello era l’inizio di una storia!) … non la vedo. Accetto la s da, e scandaglio con attenzione ogni angolo del dipinto. …non la vedo Rimango in sospeso per un attimo e poi decido di farmi aiutare dal testo. Leggo: le intenzioni del pittore Tang Yin sono quelle di lasciare vuoto il cuore della scena per permettere allo spettatore di immaginarselo! Lo svelamento dell’assenza dell’ANATRA mi stupì e mi entusiasmò come in un giallo di Agata Christie quando il colpevole mai sospettato viene alla ne rivelato. Poi la ri essione che, come nella pittura cinese, anche nel mio lavoro c’è una relazione tra la parola e l’immagine (decisi di scrivere in corsivo con il pennello), che il sigillo cinese di allora oggi è il QR e che l’empatia indotta dall’anatra è stata recentemente spiegata con l’attività dei neuroni specchio (che si attivano quando hai in comune un’esperienza) Lo spettatore può mettere insieme uno studio, una frase e un suono e condividere con l’artista evocato attraverso i propri neuroni specchio, un istante della sua mente. Non sono una pittrice: uso il pennello come fosse una biro. I miei quadri vanno letti. Antonella Mazzoni
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